GIORNATA DELLA MEMORIA

Via degli Uccelli 78

IL GHETTO DI VARSAVIA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN BAMBINO

    

“Pensa alla città in cui vivi o a quella più vicina al posto in cui vivi. Immagina la città completamente occupata da un esercito straniero che ha separato una parte degli abitanti dal resto: per dire, tutti quelli con la pelle nera o gialla, o tutti quelli con gli occhi verdi. E immagina che essi siano pure imprigionati in un quartiere della città intorno al quale sia stato costruito un muro…”

Uri Orlev, L’isola in via degli Uccelli

Abbarbicato all’ultimo piano di un edificio bombardato in via degli Uccelli, Alex, undici anni, costruisce, per sé e per il topolino Neve, un mondo sicuro, un’isola, accessibile solo mediante una scala di corda. E questo suo nido tra i tetti del ghetto abbandonato non è così diverso dall’isola deserta di Robinson Crusoe. Alex deve aspettare lì suo padre e nell’attesa sopravvive da solo per mesi racimolando ciò che gli serve dalle altre case, proprio come Robinson Crusoe prendeva ciò che gli serviva dai relitti di altre navi.

Pur rimanendo sempre all’erta per timore di essere catturato, Alex inizia ad esplorare il suo nuovo mondo, vive la sua avventura nel continuo tentativo di ristabilire una normalità: un rifugio-stanza, i viveri, i libri, i giocattoli, le conversazioni con il topolino Neve… Ma Alex può vedere attraverso uno spioncino il resto del mondo, la vita fuori dai muri del ghetto, una vita normale. Per Alex è una rivelazione, un richiamo irresistibile che lo porterà a sfidare la paura oltre quel muro.

                                                                   Spettacolo per tutti a partire dagli 8 anni        

 

Granelli di Sabbia

LA MEMORIA DI UN BAMBINO EBREO AI TEMPI DELLA SHOAH

   

«La vita ai tempi della Shoah era come il gioco della sabbia: si tirava la sabbia in aria, poi si capovolgeva la mano e i granelli che ricadevano sul dorso della mano erano salvi. “… I tedeschi facevano esattamente così: ci gettavano in aria e si salvava chi cadeva bene. Tanti, tanti di noi erano morti, ma mio fratello e io eravamo sempre atterrati nel posto giusto. E ogni volta era una storia nuova. Una nuova “avventura”».

                                                                           Uri Orlev, Gioco di sabbia

Lo spettacolo, liberamente ispirato ai romanzi autobiografici di Uri Orlev “Gioco di sabbia” e “Soldatini di piombo”, racconta la storia di Yurek e Kazik, due fratellini sopravvissuti alla persecuzione nazista.

Le tappe di questa storia sono ripercorse dallo stesso Orlev attraverso gli occhi di Yurek, il bambino che lui era. Emergono così dalla sua memoria quei ricordi di bambino che ci riportano a due grandi e noti scenari: il ghetto di Varsavia e il lager di Bergen Belsen. E mentre tutto precipita sotto i colpi dell’odio e della violenza, i due bambini, cui la furia nazista strappa via parenti e amici, continuano a “giocare” e a sentirsi come i protagonisti di un’ «avventura», eroi invincibili di un racconto a lieto fine.

                                                                   Spettacolo per tutti a partire dai 9 anni

 

ORIZZONTI IN VALIGIA

Storie di bambini migranti

"È tutto buio qui dentro ma io non ho paura...  Quando mi hanno chiuso nella valigia mi hanno detto di dormire e di non pensare, che finirà presto. Mi sollevano, mi trasportano, sembra quasi un gioco...
Il mio nome è Shamsia, ho fatto un viaggio al buio ed ora sono qui, in un mondo che non conosco, non so dove mi trovo..

“Ce l’ho fatta! Mi sono nascosto qua sotto e nessuno mi ha visto!”.
Ahmed ha 12 anni. E’ rimasto per una settimana in attesa vicino al grande spiazzo dove si fermano i camion finché è arrivato il momento buono ed è riuscito ad infilarsi di nascosto sotto la pancia di questo bestione! Qua sotto è un groviglio di tubi, cavi, bulloni enormi. Da qui Ahmed vede il mondo da una prospettiva nuova: da sotto in sù… Tra poco il camion arriverà al porto e salirà sul traghetto.
“Ecco ci siamo!... Si parte! Si parte per l’Italia!”

'Orizzonti in valigia' si avvale di uno spazio scenico evocativo e polifunzionale mescolando tecniche attoriali e linguaggi diversi (narrazione, interpretazione, manipolazione di oggetti e figure, contributi visivi e sonori) per raccontare le storie di Shamsia, Ahmed, Samir, Joy, Alì che come tanti altri ragazzi stanno cercando un nuovo orizzonte e una prospettiva di vita futura. Le diverse storie si incrociano nello spettacolo come i destini dei loro piccoli protagonisti che lottano ogni giorno per ricongiungersi con i propri cari, per comprendere la nuova realtà che li circonda, per non perdere la loro fragile identità cancellando i ricordi delle proprie radici.

Spettacolo per tutti a partire dai 9 anni

 

 

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