ORIZZONTI IN VALIGIA

Storie di bambini migranti


di Massimo Navone
con Donata Forlenza e Antonio Rota
disegno luci Francesco Collinelli
regia di Massimo Navone

È tutto nero qui dentro ma io non ho paura, ormai sono abituata. La cerniera è un po’ scucita e riesco a respirare bene. Quando mi hanno chiuso nella valigia mi hanno detto di dormire e di non pensare, che finirà presto. Mi sollevano, mi trasportano, sembra quasi un gioco. Io mi fido...”.

Il mio nome è Shamsia, ho fatto un viaggio al buio ed ora sono qui, in un mondo che non conosco, non so dove mi trovo...

“Ce l’ho fatta! Mi sono nascosto qua sotto e nessuno mi ha visto!”
Ahmed ha 12 anni. E’ rimasto per una settimana in attesa vicino al grande spiazzo dove si fermano i camion finché è arrivato il momento buono ed è riuscito ad infilarsi di nascosto sotto la pancia di questo bestione! Qua sotto è un groviglio di tubi, cavi, bulloni enormi. Da qui Ahmed vede il mondo da una prospettiva nuova: da sotto in sù… Tra poco il camion arriverà al porto e salirà sul traghetto.
“Ecco ci siamo!... Si parte! Si parte per l’Italia!”

Mi chiamo Samir e non so più niente di mia mamma che era partita con me.
Caterina ha un bel sorriso i capelli corti neri e gli occhiali. Biagio è sempre indaffarato e non si ferma mai. Lavorano in questa nuova casa dove abito adesso. È un posto pieno di bambini che parlano poco l'italiano. Caterina mi parla, io non capisco molto di quello che mi dice ma la sua voce mi fa stare tranquilla. Biagio è simpatico, mi fa degli scherzi per farmi ridere… mi sembra tutto strano, come in un sogno.

Caterina e Biagio sono i nostri due personaggi, due educatori che per professione e passione dedicano le loro giornate a prendersi cura di Shamsia, Samir, Ahmed, Joy, Alì e di tanti altri ragazzi che come loro stanno cercando un nuovo orizzonte e una prospettiva di vita futura. Le diverse storie che ci raccontano e rappresentano, frutto della loro esperienza quotidiana, si incrociano nello spettacolo come i destini dei loro piccoli protagonisti che lottano ogni giorno per ricongiungersi con i propri cari, per comprendere la nuova realtà che li circonda, per non perdere la loro fragile identità cancellando i ricordi delle proprie radici.

'Orizzonti in valigia' è un'occasione per riflettere su una realtà che ci riguarda e coinvolge sempre più da vicino, sull'urgenza di comprenderne le dinamiche al tempo stesso socialmente complesse e così umanamente elementari.

Non si tratta di denunciare un fenomeno che è già evidentemente grave e drammatico, né di trarne una morale impossibile o peggio ancora retoricamente consolatoria, ma semplicemente di imparare dalle storie e dai pensieri di chi le ha vissute, quanto siano essenziali il rapporto, l'ascolto, la comprensione e i valori, per quanto diversi, nelle vite di tutte le persone.

Gli attori e la regia si avvalgono di uno spazio scenico evocativo e polifunzionale mescolando tecniche attoriali e linguaggi diversi (narrazione, interpretazione, manipolazione di oggetti e figure, contributi visivi e sonori) secondo una linea di ricerca espressiva che si rinnova ad ogni spettacolo per  aderire al meglio alla suggestione e alla dimensione immaginativa dei contenuti proposti, come è consuetudine del Teatro del Sole.

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