Via degli Uccelli 78

Il ghetto di Varsavia attraverso gli occhi di un bambino

Vivere e sognare a ogni costo

Liberamente ispirato al romanzo “L’isola in via degli Uccelli” di Uri Orlev, lo spettacolo racconta la storia di Alex, un ragazzo di undici anni che sopravvive da solo nel ghetto di Varsavia. Rifugiato all’ultimo piano di un edificio bombardato, Alex crea per sé e per il topolino Neve un’isola sicura tra i tetti. Un mondo che ricorda quello di Robinson Crusoe, in cui, tra pericoli e scoperte, tenta di preservare un senso di normalità. Ma al di là del muro che lo separa dal mondo esterno, da uno spioncino Alex intravede un’altra vita, una libertà possibile che lo spingerà a superare la paura per affrontare l’ignoto.

Coraggio e speranza

Con una narrazione intensa e carica di emozioni, Via degli Uccelli, 78 offre al pubblico un’occasione per riflettere sull’impatto della guerra attraverso lo sguardo di un bambino. La forza immaginativa di Alex, simbolo di coraggio e speranza, e la sua determinazione a vivere, sognare e amare nonostante tutto, riescono a toccare e ispirare spettatori di ogni età.

Dettagli tecnici

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Genere

Teatro d’attore
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Durata

60 minuti circa

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Età consigliata

Dagli 8 anni e adulti

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Spazi ideali

Rappresentabile in teatri, scuole, biblioteche e spazi chiusi.

Produzione artistica

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Testo e regia

Massimo Navone

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Con

Antonio Rota

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Disegno luci

Francesco Collinelli

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Allestimento

Sara Ghioldi e Aurora Tomasoni

Note di regia

 

Credo che la storia che racconta [il romanzo di Orlev], quella di una tragedia collettiva da non dimenticare, possa acquistare ancora più valore e forza se rievocata e condivisa nello spazio collettivo del teatro. Gli altri elementi che mi hanno convinto della potenzialità drammatica del materiale sono stati l’intensità e la varietà cromatica della ‘linea emotiva’ del protagonista, e l’unità sostanziale di luogo e d’azione della vicenda. Ho iniziato quindi a lavorare enucleando i momenti più significativi sul piano emozionale e ad aggregarvi intorno gli elementi che più potevano prestarsi alla dimensione evocativa del teatro. Sono nate così l’idea di utilizzare come elemento scenografico una struttura/ponteggio praticabile su più livelli, la scelta di alcuni oggetti emblematici e concreti (una corda, due mattoni, un paio di stivali) e la soluzione di affidare alla colonna sonora una doppia funzione: emotiva ed ambientale. Durante le prove, i diversi piani della narrazione hanno incominciato distinguersi e a posizionarsi (memoria, azione che rivive al presente, riflessione), e la figura di Alex ha incominciato a prendere forma attraverso parole e gesti che abbiamo voluto ne raccontassero la giovinezza, la tenacia, la voglia di vivere ed amare ad ogni costo.”

Massimo Navone

Rappresentazioni

 

Con numerose repliche all’attivo, particolarmente in occasione della Giornata della Memoria e della Festa della Liberazione, lo spettacolo è stato rappresentato in teatri, scuole, biblioteche, tra cui: Teatro del Parco Trotter di Milano, Teatro Miela di Trieste, Festival Lago Incantato 2024 a Laveno e nelle scuole in collaborazione con ANPI, Teatro Sociale di Luino, ex-Chiesa della Disciplina per il Comune di Castenedolo, Rocca Estense di San Martino in Rio (RE), Teatro degli Atti di Rimini, sala Civica “Radio” per il Comune di Meda (MB), Auditorium di Villa Carcina (BS), ex-Convento dell’Annunciata per il Comune di Abbiategrasso, Istituto “Anna Frank” di Meda in collaborazione con ANPI Monza e Brianza, Teatro De Andrè di Mandello del Lario (LC), Palazzetto dello Sport di Coccaglio (BS), Teatro Comunale di Gonzaga (MN), Biblioteca “Enzo Biagi” del Comune di Agrate Brianza, Biblioteca Tilane del Comune di Paderno Dugnano.